Come vendere attraverso i tuoi contenuti

Questo weekend io e la mia raga abbiamo fatto una toccata e fuga a Verona.
Per andare a vedere la Turandot all’Arena.

Sono sincero, non mi piace l’opera, o meglio, non mi piaceva.

Ci siamo andati perché era un regalo che ho fatto a Michela (la mia ragazza) per il suo compleanno.

Sono rimasto stregato.

Hai presente “quel pezzo” della Turandot “all’alba viiiinceròòòòò”?

Ecco, in quel momento mi è vibrata anche l’anima.

Pazzesco.
Ma perché te lo sto raccontando?

Andiamo per gradi.

Negli  ultimi 3 articoli ti ho raccontato

1. Come farti pagare di più dai tuoi clienti
2. Come ribaltare le obiezioni del cliente
3. Come aumentare il tuo valore percepito

Oggi voglio raccontarti come vendere attraverso i tuoi contenuti.

E non farò i salti mortali per collegare questo concetto alla Turandot, dicendoti che siccome mi sono emozionato “ho capito quanto siano importanti le emozioni anche nella vendita.”

No.

Cioè sono importanti ma a volte vedo in giro degli esempi forzatissimi solo per “risultare originali”.

Ma quindi che c’entra la Turandot?

Niente.

La Turandot precisamente niente.
Ma il fatto che abbia iniziato quest’email raccontandoti un aneddoto personale, quello si.

C’entra tutto.

È la prima regola per vendere attraverso i tuoi contenuti.

Lo storytelling.

Perché puoi essere il freelance più skillato del mondo, ma non acquisto da te se non ti conosco.

Potrei mostrarti dati, statistiche, ricerche ma sinceramente il concetto è abbastanza ovvio.

Ho l’impressione di conoscerti – si crea un legame – mi fido – acquisto.

È manipolazione?

No, perché nella vita quotidiana lo fai sempre, ti fidi di chi conosci.

Il problema è proprio online, questo non avviene.

E l’unico modo per farti conosce è lo storytelling.

A me piace chiamarlo lo storytelling infinito.

Perché non si tratta di raccontare la tua storia una volta e punto.

Si tratta di trasformare il contenuto in un tuo racconto personale.

Che, ripeto, è quello che già fai nella vita quotidiana tutti i giorni.

Non penso che quando sei in giro con le persone impartisci lezioni tipo post su Instagram. Lo spero.

Quello che fai è raccontare.
Le persone ti ascoltano, capiscono cosa fai, si fidano, ti consigliano ad un cliente et voilà!

Inizia a farlo anche online.

Inserisci qui e li aneddoti personali che rendono il tuo contenuto più umano.

Così si crea un legame, ti conoscono ed acquistano da te.

Ora andiamo a vedere di preciso come si suddividono i contenuti.

Allora, ci sono 3 tipi di contenuti che non possono mancare.

  1. Contenuti che Attraggono
  2. Contenuti che Nutrono
  3. Contenuti che Convertono

Quando ti parlo di contenuti intendo tutto ciò che lasci in giro online.

Prima di approfondire questi contenuti voglio farti notare lo schema che c’è dietro.

Immaginati il tuo cliente lì da qualche parte online in giro per la rete.

La prima cosa che devi fare qual è?

Attirarlo al tuo personal brand.

Ok, una volta attirato? Vendi?

Assolutamente no.

Lo nutri. Gli dimostri che sai quello che fai.

Ok, ora che lo sa? Vendi?
Assolutamente no.
Lo converti.

Gli dimostri che quello che fai funziona davvero.

Così sarà lui a contattarti.

Lo schema è: 
Attrai – Nutri – Converti

1.Contenuti che attraggono

Dovrai creare contenuti non troppo specifici che portano le persone a visitare il tuo personal brand online.

Che sia Instagram, il tuo sito, blog, YouTube, non importa.
Ciò che conta è la tipologia di contenuto.

Vuoi un esempio?

Facciamo finta che tu sia un* Designer.

I contenuti che attraggono saranno:
“La scienza del Design”, “Perché il design è immortale”, “Le 5 regole per un Design di successo”

Chiunque sarà interessato al design verrà attratto da questi contenuti.

2.Contenuti che nutrono

Ora che hai attratto le persone al tuo personal brand non ti resta che dare valore a queste persone in modo da essere percepito come l’esperto.

Come si fa?
Ecco appunto, come si fa?
Proprio così, devi spiegare come si fa quello che fai.

Solo nel momento un cui mi spieghi come si fa quello che fai allora mi dimostri che sai farlo.

Si Gracian ma al cliente che gliene frega come si fa un logo?
Non gliene frega niente ma se vede che lo spieghi percepisce che sai farlo.

Non commenterà, non ti metterà mi piace, non salverà il post ma non penso che sia quello che ti interessa.
Quello che deve interessarti è – essere percepito come competente.

Tipo ieri, ero dal dentista.
E mentre ero lì a bocca aperta come quando ho visto l’opera all’Arena (storytelling) il dentista mi inizia a spiegare quello che stava facendo.

E non è che ho pensato “ma che me lo spiega a fare? Mica devo fare il dentista?”.
Ho pensato
“Cavolo è proprio bravo“.

3. Contenuti che convertono.

Ok, ora hai attratto le persone.
Tra queste persone ci sono i tuoi clienti.
Tra questi clienti qualcuno inizia a percepire le tue competenze.

Ora non resta che mostrargli che quello che fai può aiutarli.

Tra i contenuti che convertono rientrano i contenuti che parlano :

1. Del problema che risolvi
Quindi invece di spiegarli come si fa un logo qui spieghi a cosa serve un logo.

2. Della tua offerta
Contenuti che raccontano il tuo servizio. Ripeto, raccontano.

3. Storytelling
Vabbè questo penso che non c’è bisogno di ripeterlo.

Ma il fattore principale per il quale il cliente ti contatterà sarà…
E qui ti metto la statistica
I”l 62% delle persone acquista solo se ci sono recensioni.”

Mi sembra una bella percentuale per iniziare ad inserire le recensioni/casi studio tra i contenuti.

Ok , questo è il sistema per vendere attraverso i contenuti.

– Storytelling
– Attrai
– Nutri
– Converti

Ora vado a prepararmi.
Che stasera ho una partita a Padel.
Magari dopo posto qualche storia su Instagram.

E solo tu saprai perché.

A presto!
💣 Gracian

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *