Converti i follower in clienti con le leve di traino

Questo Boom articolo è per te se vuoi che chi legga i tuoi contenuti si senta trasportato dalle tue parole fino a compiere un’azione nei tuoi confronti e prenotare il tuo servizio.

È per te se senti che ai tuoi contenuti manca ancora quel qualcosa in più che li rende speciali e coinvolgenti.

Magari hai pure provato ad essere costante ma i risultati che contano ancora non sono arrivati.

È vero che creare contenuti è un’attività che richiede un sacco di tempo ed energie.

Esistono metodi e framework che facilitano il lavoro ma se non c’è nessuna spinta emotiva da parte di chi legge, difficilmente il semplice fatto di creare ti porterà a raggiungere i tuoi obiettivi.

Quando io ho iniziato a pubblicare su Instagram, soprattutto all’inizio, l’ho fatto per un motivo principale.

Qui messaggiavo con un mio amico Canadese (Art Director di un’agenzia di Design con il quale ho collaborato per un periodo).

Come puoi vedere era il 22 Aprile 2020, in pieno LockDown.

A parte gli errori grammaticali, il succo è che io mi occupavo di Branding per Ristoranti ma durante il lockdown il branding era l’ultimo dei problemi per i ristoratori, quindi per non rimanere fuori dal mercato dovevo cambiare nicchia.

E se stai leggendo questa email sai come è andata a finire 🙂

E come ho fatto con il tempo ad addentrarmi sempre di più nella nicchia dei Freelance Creativi?



Uno dei metodi è proprio quello che sto per mostrarti.

Le leve di Traino.

Per comprendere come funzionano le le leve di traino devi prima sapere che gli esseri umani hanno un forte bisogno di appartenere a qualcosa.

Perché?



Perché è strettamente legato alla sopravvivenza.


I nostri antenati potevano sopravvivere solamente in gruppi. 

E i gruppi potevano crearsi solo se condividevano gli stessi obiettivi, valori e credenze.

Quindi appartenere a delle credenze condivise e creare un senso di appartenenza permetteva di collaborare e di sopravvivere.

E quando qualcosa si ripete per migliaia di anni, diventa un aspetto fondamentale nelle caratteristiche di una specie.

Ed ecco che oggi continuiamo a sentire il bisogno di appartenere a qualcosa.

Il desiderio di soddisfare questo bisogno nasce dopo aver soddisfatto altri 2 bisogni.

1. Bisogni fisiologici (mangiare, dormire, bere etc..)
2. Bisogni di sicurezza (un tetto, incolumità personale etc…)

Una volta soddisfatti questi bisogni primari (conosciuti come la “Piramide di Maslow”), la priorità la diamo al senso di appartenenza.

E qui entrano in gioco le leve di traino che fanno appunto leva sul senso di appartenenza a determinati gruppi e che tu puoi usare per portare i tuoi lettori/clienti a sentirsi parte di qualcosa.

Esistono 3 tipi di gruppi

1) Aspirazionali

Quelli dei quali vorresti far parte.


2) Associativi

Quelli che condividono i tuoi stessi ideali e valori.

3) Dissociativi
Sono i gruppi ai quali non vorresti appartenere.

A quale gruppo vorresti che appartenessero i tuoi clienti?

Ti porto un esempio.

Nel mio caso il gruppo su cui ruota tutta la mia comunicazione è quello dei freelance creativi.

Quindi una comunicazione basata soprattutto sui gruppi Associativi.



Sei un* freelance creativo* e quindi ti associ.



Ma mi è sempre piaciuto mixare le varie tecniche per essere più libero di esprimermi.

Ti spiego.

Abbiamo detto che “Freelance Creativi” è il gruppo Associativo ma per esperienza personale provata sulla mia pelle (quando 10 anni fa i clienti mi dicevano “Tanto ci metti 5 min.”) so che questo gruppo affronta specifici problemi.

E quindi vorrebbero essere (Gruppi Aspirazionali)

– Freelance che vengono presi sul serio
– Che lavorano solo con clienti ideali
– Che guadagnano più di un dipendente
– Liberi di lavorare dove gli pare
– Senza l’ansia del progetto che va consegnato entro ieri

Quindi non vogliono appartenere a (“Gruppi Dissociativi”)

– Freelance che vengono bacchettati dai clienti
– Non vogliono dipendere all’interno di un’agenzia
– Facendo orari da ufficio
– Che reprimono la loro creatività.

Questo mi permette di creare contenuti che fanno leva

– Sull’appartenenza
– Sul significato

Che vanno ben al di là del prodotto che vendo.

I miei clienti che inizieranno i percorsi con me a Gennaio, non hanno acquistato solo perché il mio prodotto è valido ma soprattutto perché

1. Sanno che io condivido i valori di determinati gruppi ai quali loro aspirano
2. Respingo i valori dei gruppi con i quali si dissociano.

Quindi il mio servizio diventa un mezzo che va a restringere sempre di più la distanza che c’è tra il gruppo al quale Appartengono oggi e il gruppo al quale Aspirano.



Tra chi sono i miei clienti oggi e chi saranno in futuro.

E tu puoi fare esattamente la stessa identica cosa con tuoi clienti.

Indipendentemente dalla tua skill e dalla tua nicchia, individuando almeno uno di questi gruppi.

E una volta individuati i gruppi, potrai inserire i loro sistemi di credenze all’interno dei tuoi contenuti.

Questo ti permetterà di essere percepito* come il* professionista che li trascinerà in un percorso di cambiamento perché i tuoi clienti acquisteranno il loro “io futuro”.



Esempio di io futuro:

Non acquisto una Mercedes ma acquisto me stesso in futuro alla guida di una mercedes.

Il tuo cliente non acquisterà un un logo, ma acquisterà la visione della sua attività futura con quel logo.

E quindi inizierà a raccontarsi una storia, una storia di trasformazione.

Quali sono gli step che possono aiutarti a inserire la leva di traino nei tuoi contenuti?

1. In cosa credono i tuoi clienti?
2. Chi non vorrebbero essere?
3. Cosa conta di più per loro?
4. Perche questa cosa è importante?
5. Perché credono di non potercela fare?
6. Come entra in gioco il tuo servizio in risposta a queste domande?

La prossima volta che crei il tuo contenuto, rispondi prima a queste domande e diventa sempre più consapevole di chi si trova dall’altra parta dello schermo.

È tutta qui la differenza tra un contenuto online a caso e un contenuto di Personal Branding, la connessione che si crea.


Per oggi è tutto.

A presto,
💣Gracian

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