Non Cadere in questa Trappola ti prego

Oggi voglio parlarti di una trappola nella quale sono caduto spesso.

Questa trappola mi ha fatto andare in burnout, mi ha fatto credere di non essere sulla strada giusta e cosa ancora più grave, di non essere all’altezza.

È una trappola subdola.

Perché si presenta come la soluzione a tutti i tuoi problemi ma in realtà, con il passare del tempo, si trasforma nel problema stesso.

Ricordo precisamente il giorno in cui la trappola si era avvinghiata intorno me fino a sentirmi soffocare.

Anche letteralmente, perché poi genera stress ed ansia che effettivamente modificano il tuo processo di respirazione.

Non sono un dottore ma penso che anche tu almeno una volta nella tua vita abbia provato quel peso al petto che ti toglie il respiro.

Sono tanti i fattori che possono provocarlo e nel mio caso è stata proprio questa trappola.

Non voglio più tenerti sulle spine perché è un problema che prima risolvi e meglio è.

E si tratta della trappola della pianificazione.

E per fare in modo che queste parole che stai leggendo non siano solo teoria ma si possano trasformare in pratica, devi comprendere la differenza tra pianificazione e strategia.

Perché un piano non è una strategia.

Senza un piano sopravvivi. Senza una strategia, no.

La strategia è ciò che mi permette di vivere serenamente la mia vita da freelance.

È ciò che mi permette di avere le spalle coperte durante la tempesta.

Ma soprattutto mi permette di sentirmi bene con me stesso anche nei giorni in cui non faccio nulla.

Perché è proprio quello che fa il piano, ti fa sentire in colpa.

Se hai un piano e non lo rispetti, ti senti una nullità.

Ma che cos’è un piano?
È una check-list che ti governa.

È una serie di cose da fare che ti guardano, ti giudicano e ti frustano anche quando vorresti semplicemente fare una passeggiata spensierata.

È il capo che ti sei creato da solo nonostante punti alla libertà.
E devi liberartene il prima possibile.

Perché la pianificazione senza strategia nasce da un problema di fondo.

L’assenza di scopo e di valori.

Una lista di cose da fare, asettica, con il solo obiettivo di raggiungere un risultato senza analizzare prima se questo risultato ti porta davvero dove vuoi arrivare.

E qui nascono 2 problemi.

1 | Se il piano non dovesse funzionare diventerà la tua maledizione, il metro di giudizio del tuo insuccesso

2 | Se invece dovesse funzionare sarà ancora peggio, perché ti ritroverai in cima ad un scala di successo che però non è la tua

E perché succede questo?
Userò le parole di Luca Mazzucchell

Questo succede perché:
“Se i tuoi obiettivi, le persone che frequenti e il modo in cui spendi il tuo tempo non sono coerenti con i tuoi valori guida allora avrai problemi di stress, time management e ricerca di significato in ciò che fai.”

Viviamo in un’epoca in cui sappiamo tutto sul time management.
YouTube è pieno di Tutorial.
Abbiamo i migliori tool per organizzarci.
Abbiamo raggiunto una velocità formidabile.

E pure sprechiamo tempo, procrastiniamo e soffriamo di stress.

Ma come cavolo è possibile?
È possibile e come invece.

Perché ti impegni a pianificare logicamente le prossime mosse.
Ma i problemi non nascono dalla logica ma da una sfera emotiva.

E di questo i piani non ne tengono conto.
Hai presente il quadrante per prendere le decisioni?

Questo:

Ecco, questo ad esempio ti permette di attuare un piano.
Di sapere precisamente cosa fare, cosa eliminare, delegare etc…

E pure c’è qualcosa che non va.
Manca un pezzo nell’equazione.

Questo è l’ennesimo metodo che a colpo d’occhio sembra infallibile, è la risoluzione di tutti i tuoi problemi di gestione ed organizzazione.

Ma poi ti ritrovi punto e d’accapo.

Ti senti risucchiare in un vortice vertiginoso, una sorta di sabbie mobili dove più ti agiti e più vieni risucchiato.

È proprio in questo momento che devi fermarti per risalire a galla.

E capire lucidamente che il tempo continuerà a scorrere con o senza il tuo piano.
Non puoi controllare il tempo (che è poi la letterale definizione di time management).

Ma puoi controllare te stesso*.
E trasformare la pianificazione in strategia.

Devi aggiungere una terza dimensione a questo quadrante.

C’è la dimensione dell’altezza: Importante
Quella della larghezza: Urgente

Ora devi aggiungere la profondità: Il significato.

Questa attività quanto è significativa per te?
È in linea con i tuoi valori?
E per quanto tempo sarà importante?

Questa è la strategia.
La strategia ti mette al primo posto.

Nasce da un viaggio introspettivo di auto-consapevolezza.
E allinea tutti gli aspetti della tua vita in armonia con il* te stesso* che desideri davvero.

Una strategia di Personal Branding migliora la qualità della tua vita.
E per rimanere in tema, migliora la qualità dei tuoi piani.

Quindi scavati dentro, trova i tuoi valori ed il tuo scopo nel mondo, altrimenti non ci sarà nessun piano che potrà salvarti.

Per oggi è tutto.

A presto!
💣 Gracian

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *