chi sono?
è tutto scritto qui.

Fuggire dalla realtà

Una sera sento squillare il telefono.

Corro a rispondere.
Era mia zia da Toronto.

“Vuoi venire in Canada?”
“Si!”.
Ma perchè risposi si?
Così, su due piedi, senza neanche pensarci?

Per fuggire dalla realtà.
Ma andiamo per gradi.

Avevo 14 anni quando ho iniziato a fare il
cameriere nelle stagioni estive.

Finisce la stagione e mi iscrivo all’Istituto
Professionale “Grafico Pubblicitario”. Quella scuola fu una delle scelte migliori della mia vita.

Ma magari te ne parlerò un’altra volta.

L’estate continuo a fare il cameriere e durante la scuola lavoro nei weekend.
L’ultimo anno delle superiori mi fidanzo.

Di lì in poi, la mia vita era solo la mia storia d’amore e il lavoro al ristorante.

Così, appena diplomato, faccio il cameriere full time.

Per un periodo brevissimo provo l’università, fallendo miseramente.

Scopro che non fa per me.
Poi alterno tra:
– Cameriere
– Part-time in una tipografia
– Porta a Porta

Fallimenti su fallimenti.

Addirittura ci provo nell’esercito, fortuna che non mi hanno preso che l’odiavo.
Quelle cazzate che fai per accontentare la famiglia.

Piccola parentesi anche da rapper.

Dopo 4 anni di caos, la storia d’amore si rivela
una relazione tossica
che non porta nulla di
buono nella mia vita e così finisce.

Il mondo mi crolla addosso.
Non so cosa fare della mia vita. Non riesco ad affrontarla.

Voglio fuggire dalla realtà.

“Voglio fuggire dalla realtà”

Mia mamma mi ricorda che ho un cugino che
ha un’impresa in Canada.


Così quando mia zia mi chiama, rispondo: si.

E dopo una settimana mi ritrovo dall’altra
parte del mondo.

Ma dopo 6 mesi scopro che non si può fuggire dalla realtà.


Perchè prima o poi devi tornare.
Ma anche se non torni,la realtà rimane dentro
di te.

E quindi? Come si fa?

Dalla realtà non si fugge.
La realtà la devi affrontare.
E la devi cambiare.

Cambiare la realtà

Ero nel letto, con il Mac tra la pancia e le ginocchia.
Due di notte.

Quarantaduesimo giorno di lockdown.

Michela era al mio fianco, studiava per il corso di Wedding Planner.

Tutti e due impegnati in qualsiasi cosa ci evitasse di pensare al Virus.

Si sentivano solo i miei polpastrelli che
picchiettavano su tasti.

  • File
  • Salva con nome
  • Primo_post_instagram.Ai

Quella notte creai il mio primo carosello.
Ma perché?

facciamo un passo indietro

Ero tornato dal Canada con una nuova consapevolezza.

Non si può fuggire dalla realtà.
La realtà va affrontata e va cambiata.

Ma qual’era la realtà?

  • Una vita che non mi piaceva.
  • Un lavoro che non mi piaceva.

Così decido.
Devo smettere di fare il cameriere.

“la realtà va affrontata
e va cambiata”

Ma per farlo devo studiare.
E per studiare ho bisogno di soldi.

Il piano

  • Lavorerò la stagione estiva come
    cameriere.
  • L’inverno in Canada come manovale per un anno.

Poi, con i soldi che metterò da parte
mi iscriverò ad un corso la mattina.
Farò il cameriere la sera.

Così per 3 anni.
Sembra Perfetto.
Inizia il piano.

Inizio la stagione come cameriere e incontro lei, Michela.

La conquisto con una cena romantica e nasce l’amore.

Gracian ma c’era un piano!

Certo.

Arriva l’inverno e le propongo di venire con me in Canada.

Accetta.

Io manovale e lei in un ristorante.

Arrivati in Canada ci facciamo 2
promesse.

  1. Dove vivremo non può fare cosi freddo.
  2. Non lavoreremo più nella ristorazione.

(Anche se ci siamo sempre divertiti un
casino)

Così, dopo 6 mesi fantastici, (e dopo un
salto a NewYork) torniamo in Italia con il
gruzzoletto.

Mi iscrivo all’AANT
Accademia delle Arti e Nuove Tecnologie
di Roma.

Il primo anno, come programmato:

  • La mattina vado in accademia
    (9:00 – 13:00)
  • La sera lavoro al ristorante.
    (17:30 – 00:30)

Ok studierò nel treno.
4 ore di viaggio possono bastare.
Finisce il primo anno e L’AANT fa un
upgrade.
– Da corso privato
– A laurea riconosciuta
Grande , ma…

– Aumentano la rate mensili.
– Gli orari dei corsi sono spalmati anche il
pomeriggio e la sera.

C**zo.

Il gruzzoletto finito.

E con questi orari non posso lavorare la sera
per pagarmi le rate.

Il mio percorso all’AANT finisce qui.

Cosa faccio?

Apro la partita IVA.

Eh lo so, così, de botto.

Nuovo piano.

– la sera faccio il cameriere
– la mattina vado in giro per i ristoranti a propormi come grafico.

E tutti questi puntini qui sotto, compiono
il miracolo.

  • L’esperienza nella ristorazione
  • Il diploma in grafico pubblicitario
  • Il mio part time in tipografia
  • Le mie capacità di vendita nel porta a porta
  • Lo switch del mindset che la realtà va cambiata
  • I video di Chris Do
  • I libri di Blair Enns

"il miracolo"

I ristoratori della zona si affidano a me
per la creazione della loro Brand Identity.

Con i soldi dei progetti mi iscrivo ad un
altro istituto di comunicazione.

ILAS a Napoli.
– Dura 1 Anno.
– 2 Volte a settimana.
– Solo la mattina.

Perfetto.

Nel frattempo mi posiziono come:
“Veshi – Restaurant Brand Design”

Inizio a collaborare con grafici, fotografi,
videomaker, webdesigner.

Delego tutta la parte esecutiva e mi occupo
solo di gestione clienti e strategia.

Va alla grande.
Ero il ragazzo più felice del mondo.

Fino a Marzo 2020.

"il covid"

Ristoranti chiusi.

C**zo!

Ragiono.
E quello che facevo per i ristoranti inizio a
farlo per me stesso.

– Strategia
– Identit
– Contenuti

Ecco perchè il quarantaduesimo giorno di
lockdown, alle 2 di notte, stavo creando il mio

primo carosello.

 

Così inizio a condividere tutto ciò che so.

Tutti i giorni.

Sperando che si smuova qualcosa.

– Primo mese, niente.
– Secondo mese, niente.
– Terzo mese, niente.

Quarto mese crollo.

Il quinto mese mi arriva una richiesta di
consulenza.
Quel messaggio mi da la motivazione
giusta per non fermarmi.

Il profilo cresce. I clienti aumentano.

Al punto che ci serve una casa più grande
perchè ho bisogno di un ufficio.

Ora mi rendo conto che una stratega di
branding, applicata a me stesso, mi ha
cambiato la vita.

Il personal branding mi ha cambiato la vita.

"ilpersonal branding
mi ha cambiato la vita"

Ecco perchè oggi aiuto i freelance
creativi a costruire un personal brand.

È stato facile?

No.

Ho avuto alti e bassi, ho avuto paura, ho
fallito, ho finito i soldi, ho pianto, sono
fuggito.

Ma dalla realtà non puoi fuggire.

Però la puoi affrontare.
La puoi cambiare.

Sei pront* a cambiare
la tua realtà?